{"id":7,"date":"2015-10-02T14:50:10","date_gmt":"2015-10-02T12:50:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasanmichele.org\/parrocchia\/?page_id=7"},"modified":"2016-08-27T18:49:32","modified_gmt":"2016-08-27T16:49:32","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiasanmichele.org\/parrocchia\/storia\/","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<h2 style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #339966;\">Storia<\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019attuale parrocchia di S. Michele Arcangelo nella chiesa del \u201cGes\u00f9\u201d al quartiere Empolitano, affonda le sue radici nella storia di tre importanti chiese tiburtine:<br \/>\nla chiesa di S. Michele a Piazza Palatina<br \/>\nla chiesa del SS. Salvatore (demolita nel 1708 e che sorgeva tra il Palazzo comunale, Via I. Missoni e Via del Governo)<br \/>\nla chiesa di S. Sinforosa e Figli Martiri detta \u201cil Ges\u00f9\u201d perch\u00e9 retta fin dalla sua fondazione dai Padri Gesuiti, che avevano nelle vicinanze il loro Collegio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>1.1 \u2013 La Chiesa di S. Michele Arcangelo a Piazza Palatina.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La vecchia chiesa di S. Michele Arcangelo, risalente al XII sec., alternando periodi di attiva vitalit\u00e0, a periodi di temporaneo decadimento, mantenne la sua funzione di parrocchia fino a circa il 1920, quando pass\u00f2 la sua giurisdizione alla pi\u00f9 recente chiesa di S. Sinforosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/parrocchiasanmichele.org\/oldsite\/images\/foto_storia\/Ex-Chiesa-S.-Michele-301.jpg\" alt=\"\" width=\"271\" height=\"333\" border=\"0\" \/><br \/>\n<em>Chiesa di S. Michele Arcangelo a Piazza Palatina e Campanile<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Fin dal tempo di San Gregorio Magno, il culto all\u2019Arcangelo Michele era molto diffuso tra i paesi della diocesi, che legavano la fine della terribile pestilenza del 590, al racconto leggendario dell\u2019apparizione\u00a0 dell\u2019angelo sopra la Mole Adriana di Roma nell\u2019atto di riporre nel fodero la spada della punizione divina.<br \/>\nCos\u00ec la vecchia chiesa di S. Michele, ubicata nel cuore di Tivoli, divenne il centro propulsore di questo culto nella citt\u00e0.<br \/>\nIl piccolo edificio e l\u2019annesso campanile conservano ancora oggi l\u2019originario aspetto medievale, mentre l\u2019interno \u00e8 stato completamente rinnovato nel corso del Settecento.<br \/>\nLa facciata, a capanna, ha un portale centrale con timpano su cui era affrescato l\u2019Arcangelo Michele, probabilmente nell\u2019atto di cacciare Lucifero dal Paradiso. Attualmente si riconoscono soltanto le ali dell\u2019Arcangelo.1<br \/>\nAll\u2019interno, tra le molte decorazioni pittoriche, faceva bella mostra di s\u00e9, sull\u2019altare maggiore, una tela a olio raffigurante S. Michele Arcangelo in vesti militari, con corazza, cingolo, elmo piumato e calzari, nell\u2019atto di trafiggere Satana.\u00a0\u00a0 Il quadro era ritenuto opera di Vincenzo Manenti, al quale si attribuiscono anche il quadro di S. Stefano in Cattedrale e quello di S. Francesco Saverio al Ges\u00f9.<br \/>\nL\u2019edificio \u00e8 stato sconsacrato negli anni immediatamente successivi la seconda guerra mondiale, diventando propriet\u00e0 del Comune di Tivoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>1.2 \u2013 La Chiesa del SS. Salvatore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019antica chiesa del SS. Salvatore svolse la sua missione tra il X e il XV sec.<br \/>\nNon si sa molto sulle sue origini.\u00a0\u00a0 Per certo si d\u00e0 la profonda fiducia che il popolo tiburtino riponeva nella protezione del Salvatore, come attestano le numerose edicole collocate nei punti strategici per la difesa cittadina (al Ponte degli Arci, alla Leonina, al Ponte Lucano, al Ponte dell\u2019Acquoria, al \u201cSalvatore de lu reposu\u201d sotto Monte Catillo).<br \/>\nE certamente anche nella chiesa doveva esserci un\u2019immagine del Salvatore pi\u00f9 antica di quella del celebre Trittico del XII sec. conservato in Cattedrale2.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/parrocchiasanmichele.org\/oldsite\/images\/foto_storia\/Chiesa-S.-Salvatore-302.jpg\" alt=\"\" width=\"179\" height=\"245\" border=\"0\" \/><br \/>\n<em>Resti della Chiesa del SS. Salvatore \u201cin Arcu\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il periodo pi\u00f9 fiorente di questa chiesa fu quindi a cavallo dell\u2019anno mille; poi con il dilatarsi della citt\u00e0 verso sud, la sua importanza diminu\u00ec.<br \/>\nIl 20 luglio 1554, passando ai Gesuiti, cess\u00f2 di essere parrocchia.<br \/>\nIl 28 luglio 1556 moriva il benefattore don Lorenzo Virili che lasciava alla Chiesa un bel<br \/>\nCrocifisso di legno alto pi\u00f9 di due metri e che trov\u00f2 posto sopra l\u2019altare maggiore.3<br \/>\nDopo la costruzione della nuova chiesa intitolata a S. Sinforosa e Figli Martiri, la Chiesa del SS. Salvatore mut\u00f2 il nome in quello di S. Getulio fino al 1708, anno in cui fu demolita e il terreno su cui sorgeva fu incorporato al giardino del Collegio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0<strong>1.3 \u2013 La Chiesa di S. Sinforosa e Figli detta \u201cChiesa del Ges\u00f9\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">I lavori di costruzione della chiesa di S. Sinforosa iniziarono, su progetto dell\u2019architetto Giacomo Della Porta,\u00a0 l\u20198 luglio 1582 e l\u2019edificio venne consacrato a luogo di culto il 18 luglio 1587. 4<br \/>\nLa nuova chiesa, che presto fu chiamata dal popolo tiburtino \u201cil Ges\u00f9\u201d per la vicinanza all\u2019omonimo Collegio retto dai gesuiti5, era estremamente semplice nelle linee, ma non per questo priva di maestosit\u00e0 ed eleganza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/parrocchiasanmichele.org\/oldsite\/images\/foto_storia\/Facciata-chiesa-del-Ges%C3%B9.jpg\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"259\" border=\"0\" \/><br \/>\n<em>Facciata dell\u2019antica Chiesa di S. Sinforosa detta \u201cdel Ges\u00f9\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019abside\u00a0 era decorato con affreschi\u00a0 attribuiti, secondo qualche critico, al gesuita p. Giovanni Battista\u00a0 Pozzi (1561 \u2013 1589)6, secondo altri a Federico Zuccari (1540-1609) che allora era impegnato presso la Villa d\u2019Este di Tivoli.\u00a0\u00a0 Tali affreschi avevano per soggetto la \u201cGloria del Paradiso\u201d, mentre\u00a0 sui muri laterali\u00a0 c\u2019erano episodi del martirio di S. Sinforosa, dei Figli, di S. Getulio e Compagni Martiri.<br \/>\nUn restauro maldestro operato un secolo dopo, danneggi\u00f2 irreparabilmente le pitture.<br \/>\nL\u2019altare maggiore aveva avuto all\u2019inizio il grande Crocifisso ligneo cinquecentesco, donato alla chiesa del SS. Salvatore da Lorenzo Virili.\u00a0 Nel 1700 tale Crocifisso, restaurato e ridipinto, fu trasferito nella \u201cCappella del Crocifisso\u201d, nel piccolo vano d\u2019angolo a fianco del presbiterio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/parrocchiasanmichele.org\/oldsite\/images\/foto_storia\/Altare-maggiore304.jpg\" alt=\"\" width=\"268\" height=\"344\" border=\"0\" \/><br \/>\n<em>Chiesa di S. Sinforosa \u2013\u00a0 l\u2019altare maggiore<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel 1708 il pittore tiburtino Francesco Serbucci don\u00f2 alla chiesa un quadro raffigurante S. Sinforosa intenta ad incoraggiare i Figli nell\u2019affrontare il martirio; la tela fu posta sull\u2019altare maggiore dove rimase per due secoli.\u00a0\u00a0 Fu sostituita prima del 1944 da un quadro di stessa ispirazione, eseguito dal pittore Gino Piccioni, oriundo di Foligno, ma residente a Tivoli.7<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/parrocchiasanmichele.org\/oldsite\/images\/foto_storia\/Dipinto-S.-Sinforosa306.jpg\" alt=\"\" width=\"234\" height=\"298\" border=\"0\" \/><br \/>\n<em>Chiesa di S. Sinforosa \u2013 dipinto realizzato da Gino Piccioni, rappresentante S. Sinforosa e\u00a0 Figli<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tra le varie cappelle laterali merita un cenno particolare l\u2019ultima sul lato sinistro, quella dedicata alla Madonna, detta anche \u201cdella Madonna della Neve\u201d.\u00a0\u00a0 In tale cappella, rivestita nel 1734 di marmi pregiati su disegno di Luigi Vanvitelli, era esposto il quadro donato da S. Francesco Borgia, copia perfetta della Madonna \u201cSalus populi Romani\u201d, ritenuta dipinta da S. Luca e conservata nella Basilica di S. Maria Maggiore a Roma.8<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/parrocchiasanmichele.org\/oldsite\/images\/foto_storia\/Cappella-della-Madonna307.jpg\" alt=\"\" width=\"234\" height=\"276\" border=\"0\" \/><br \/>\n<em>Chiesa di S. Sinforosa \u2013 Cappella della Madonna\u00a0 (L. Vanvitelli)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Inaugurata esattamente 1450 anni dopo il martirio della Santa, la chiesa di S. Sinforosa divenne un forte centro d\u2019irradiazione del culto dei Martiri Tiburtini.<br \/>\nMoltissime erano le reliquie che qui si conservavano, per lo pi\u00f9 appartenenti a S. Sinforosa, ai Figli, al marito di lei Getulio e a altri parenti e compagni martiri ricordati dalla tradizione.<br \/>\nLe reliquie di S. Sinforosa, consistenti in ossa del capo, capelli, grumi di sangue e lenzuolo funebre, sono tuttora conservate nel busto argenteo, dono di Bernardino Lolli nel 1704; frammenti di legno del patibolo cui la Martire fu appesa, sono raccolti in una teca a forma di croce che scende dal collo sul busto stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/parrocchiasanmichele.org\/oldsite\/images\/foto_storia\/Busto-S.-Sinforosa-col.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"267\" border=\"0\" \/><br \/>\n<em>Busto argenteo di S. Sinforosa \u2013 Arte Barocca (1704)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Grande era la devozione del popolo tiburtino che, come ci racconta G. C. Crocchiante,9 era solito festeggiare \u201ccon pompa e musica\u201d, S. Sinforosa e Figli Martiri il 18 luglio. Tale festa era aperta dalla processione cittadina del 17 sera, nella quale, ad accompagnare il busto argenteo della Santa, posto sulla maestosa Macchina dorata, intervenivano tutti i Religiosi della citt\u00e0, il Magistrato con l\u2019usuale\u00a0 tributo di \u201cdue torce\u201d 10, ed il Capitolo.<br \/>\nIl Busto rimaneva poi esposto\u00a0 in Chiesa per otto giorni; l\u2019ottavo giorno si mostravano le Reliquie tra lodi, musica e canti.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 dei Padri Gesuiti nella chiesa di S. Sinforosa, continu\u00f2, con la sola interruzione del periodo napoleonico, fino al 1895.<br \/>\nSappiamo che nel XX sec. la Parrocchia era amministrata da clero secolare.<br \/>\nIntorno al 1920, don Antonio De Angelis, parroco di S. Michele Arcangelo in Piazza Palatina, fu nominato parroco di S. Sinforosa, dopo che la giurisdizione della sua precedente parrocchia era passata alla chiesa \u201cdel Ges\u00f9\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La bella chiesa di S. Sinforosa, ricca di storia, di marmi pregiati e tesori artistici di grande valore, fu purtroppo distrutta in pochi minuti dai bombardamenti la mattina del 26 maggio 1944.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/parrocchiasanmichele.org\/oldsite\/images\/foto_storia\/chiesa-dopo-bombard.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"452\" border=\"0\" \/><br \/>\n<em>La chiesa di S. Sinforosa dopo i bombardamenti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Testimone di quel tragico momento fu l\u2019allora parroco, Mons. Giovanni Troiani11, che raccont\u00f2, qualche anno pi\u00f9 tardi a don Iliano Tancredi12:<br \/>\n\u201cNe uscii vivo per miracolo! Non riuscii a salvare nulla\u2026mi rest\u00f2 la sola tonaca che avevo indosso!\u201d<br \/>\nPur duramente provato, don Giovanni inizi\u00f2 subito, con instancabile tenacia e perseveranza, a cercare una nuova sede alla sua Parrocchia, Parrocchia che fu temporaneamente unita a quella di S. Vincenzo, nella Chiesa di S. Andrea.<br \/>\nCi vollero per\u00f2 anni perch\u00e9 il luogo e le rovine della vecchia chiesa, lasciati all\u2019abbandono, fossero ceduti al Comune che in cambio garant\u00ec un terreno per la costruzione di una nuova chiesa nel quartiere Empolitano.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia Introduzione L\u2019attuale parrocchia di S. 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