Calendario settimanale
 

Lunedì        
16.45   Incontro Catechismo Gruppo Nazareth
18.30   Preghiera Carismatica della Comunità Gesù Risorto link
21.00   Incontro Comunità Animatori link
           Laboratorio della Fede (3° lunedì del Mese)
 

Martedì      
09.30   Centro di Ascolto Caritas e distribuzione viveri
16.30   Incontro Operatori Centro di Ascolto Caritas (1° martedì del mese)
16.45   Incontro Catechismo Gruppo Galilea
17.00   Gruppo di Preghiera Padre Pio  (1° martedì del mese) link
18.00   Incontro Gruppo Ricerca (ragazzi/e delle scuole superiori)
21.00   Liturgia della Parola Cammino Neocatecumenale (ogni 15 giorni) link
                                 
 
Mercoledì     
16.45   Incontro Catechismo Gruppo Cenacolo
16.30   Gruppo Liturgico link
18.00   Incontro Gruppo Liturgico (ogni 15 giorni)
21.00   Lectio Divina  
     
                                
Giovedì      
09.30    Centro di Ascolto Caritas  link
15.30    Laboratorio della Carità “Madre Teresa” link
16.30    Adorazione Eucaristica  per le vocazioni (1° giovedì del mese)
21.00    Incontro Ministri straordinari della Comunione (2°giovedì del mese)
             Incontro e prove Coro parrocchiale link
 

Venerdì       
16.45   Incontro Catechismo Gruppo Emmaus
18.00   Adorazione Eucaristica
21.00   Adorazione Eucaristica (1° venerdì del mese)
           Laboratorio della Fede (3° venerdì del mese)
 

Sabato        
15.30    Incontro Catechisti e Animatori (bimestrale) 
16.00    Incontro Gruppo Ministranti (ogni 15 giorni) link
16.00    Incontri di Preparazione al Battesimo link
16:00    Rosario completo (4 misteri) (1° sabato mese) 
18.30    Incontro Confraternita Santa Sinforosa (1° sabato mese) link 
19.00    Incontro Gruppo Famiglia (mensile) link
 21.00   Celebrazione Eucaristica Comunità Neocatecumenale (mensile)
 
Domenica    
11.00   Incontro Catechismo Gruppi Pentecoste 1-2
           Incontro Gruppo Chiamata (dopo Cresima)
         
 

Sante Messe

 


 

Giorni Feriali

 
  • Ore  9.30  - Rosario
  •      10.00  - Santa Messa
 
  • Ore 17:00 - Rosario
  •       17.30 - Santa Messa
 

Confessioni a richiesta prima della Santa Messa

 


Giorni Festivi

Sante Messe ore

 

  •  8.00
  • 10.00
  • 11.30
  • 17.30 

Confessioni

 

  • Sabato dalle ore 17.15 alle ore 18.30
  • Domenica mattina dalle ore 8.00 alle ore 12.30
  • Domenica pomeriggio dalle ore 17.15 alle ore 18.30
 

 
Adorazione eucaristica
 
  • Il venerdì dopo la Messa delle ore 17.30
  • Il primo venerdì del mese dalle ore18.00 alle ore 22.00
  • Il primo giovedì dalle ore 16.30 alle ore 17.30

 


 Ufficio parrocchiale

 
  • Martedì e Venerdì dalle ore 18.30 alle 20.00
 

Centro di ascolto caritas

 
  • Martedì e Giovedì dalle 9.30 alle 11.30

 

Consiglio Pastorale

 

Il Consiglio Pastorale è stato istituito già prima del 1987 allo scopo di prendere coscienza e imparare ad affrontare insieme la responsabilità di vivere e annunciare il Vangelo.
Sotto la presidenza del Parroco, cura la programmazione di tutte le attività pastorali: dalla liturgia, alla catechesi, alla carità, alle iniziative ricreative.

 

Il Consiglio Pastorale è composto da:
De Vivo don Alberto (presidente), Pasquali don Andrea, De Checchi Suor Paola, Bitocchi Enrico, Marcotulli Teresa, Di Rosa Maria Rosa, Cerroni Domenico, D’Alba Tonino, Gilardi Emanuele, Cerroni Mario, Senigallia Suor Iole, Facchini Andrea, Ranati Fabrizio, Andriello Marina, Salvati Arnaldo, De Angelis Valentina, Molinari Graziella (segretaria).

 

 

STATUTO DEL CONSIGLIO  PASTORALE PARROCCHIALE

Art. 1  -  Costituzione È costituito nella Parrocchia di S. Michele Arcangelo in Tivoli, il Consiglio Pastorale Parrocchiale  (CPP) a norma del canone n. 536 del Codice di Diritto Canonico, secondo il presente Statuto.

Art. 2  -  Natura Il CPP è l’organo di partecipazione responsabile dei fedeli alla vita della Parrocchia e rappresenta l’intera Comunità Parrocchiale nell’unità della fede e nella varietà dei suoi carismi e ministeri.

Art. 3  -  Finalità Il CPP ha i seguenti scopi: a)riflettere sulla situazione della Comunità Parrocchiale e di tutta la popolazione del territorio; b)valutare la situazione della Comunità Parrocchiale in riferimento al territorio; c)individuare le esigenze religiose ed umane della popolazione e proporre al Parroco gli interventi opportuni; d)promuovere l’evangelizzazione di tutta la popolazione del territorio, nel contesto della sollecitudine pastorale e missionaria della Chiesa di Tivoli; e)curare in questa prospettiva, la comunione tra i cristiani di diversa formazione culturale, sociale, spirituale,  e tra le diverse realtà ecclesiali operanti nell’ambito della Parrocchia; f)studiare le modalità di attuazione, nell’ambito della Parrocchia, del Progetto Pastorale Diocesano (PPD) e delle direttive del Vescovo e dei Centri Pastorali Diocesani; g)elaborare il Progetto Pastorale Parrocchiale, in rapporto al PPD e verificarne l’attuazione; h)cooperare efficacemente alla realizzazione delle attività parrocchiali.

Art. 4  – Carattere consultivo Il Consiglio ha voto consultivo (can. 536, par.2).   I suoi membri, “insieme con coloro che partecipano alla cura pastorale della Parrocchia in forza del proprio ufficio, prestano il loro aiuto nel promuovere l’attività pastorale” (can. 536, par.1). Art. 5   -  Composizione Il CPP è composto dai membri sotto elencati in rappresentanza di tutta la porzione del popolo di Dio che costituisce la Parrocchia, tenuto conto delle sue articolazioni e dei diversi ruoli esercitati dai fedeli nell’apostolato, sia singolarmente, sia in forma associata (cfr. can. 512 § 2 CJC).

a) Sono membri di diritto: Il Parroco che lo istituisce e ne è il Presidente; Il Vicario parrocchiale; La Madre Superiora delle Suore Salesie dell’Istituto “Sacro Cuore”; Un membro del Consiglio per gli Affari Economici.

b) Sono membri eletti: 5 rappresentanti delle aree che costituiscono l’attività pastorale della Parrocchia (catechesi – liturgia – carità) così suddivisi: 3 membri per l’area della catechesi 1 membro per l’area della liturgia 1 membro per l’area della carit� 1 rappresentante dei gruppi e movimenti presenti in Parrocchia

c) un numero di membri non superiore a 5, nominati direttamente dal Parroco al fine di assicurare la presenza di tutte le realtà significative della Parrocchia.

d) Possono far parte del CPP fedeli, chierici, membri di Istituti di vita consacrata e soprattutto laici (cfr. can. 512 § 1 CJC; Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica Novo Millennio Ineunte, 45) in piena comunione con la Chiesa Cattolica e che si distinguono per fede sicura, buoni costumi e prudenza (cfr. can. 512 § 1 e 3).

e)  L’incarico di Consigliere del CPP è incompatibile con i ruoli politico-amministrativi, anche sopraggiunti durante munere.  Sono tali i parlamentari, i responsabili delle amministrazioni (circoscrizioni, comuni, province, regioni), i consiglieri circoscrizionali, comunali, provinciali, regionali, gli assessori, i responsabili dei partiti politici (segretari e similari, anche di zona, responsabili di sezioni o similari) e i candidati ai medesimi ruoli. Art. 6  -  Criteri di elezione a)Sono elettori tutte le persone di ambo i sessi della Comunità Parrocchiale, di età non inferiore ai sedici anni. b)Sono eleggibili tutti coloro che hanno compiuto il diciottesimo anno di età,  ricevuto il sacramento della Confermazione, e i cui nominativi sono inseriti in liste di candidati predisposte preventivamente per ciascuna delle aree pastorali su citate.

Art. 7  -  Organi Sono organi del Consiglio Pastorale Parrocchiale: a)il Presidente b)l’Assemblea c)la Giunta d)le Commissioni e)il Segretario.

Art. 8  -  Il Presidente Il Parroco è il presidente  del CPP.   Spetta al Presidente: a)la convocazione del CPP; b)la determinazione dell’ordine del giorno di ciascuna riunione; c)la presidenza delle riunioni; d)la designazione del Segretario.

Art. 9  -  L’Assemblea L’ Assemblea ha funzione consultiva.   In essa si esprime la collaborazione responsabile dei fedeli nella direzione dell’attività parrocchiale in conformità del ca. 212, § 3.

Art. 10  -  La Giunta a)La Giunta è formata dal Presidente, dal Segretario e da tre Consiglieri designati dal CPP. b)La Giunta ha il compito di coadiuvare il Presidente nelle attività per le quali egli lo riterrà opportuno.

Art. 11  -  Le Commissioni Le Commissioni si formano tra i membri del CPP, quando si ravvisa la necessità di approfondire tematiche particolari o di seguire settori specifici della vita parrocchiale. Le Commissioni hanno normalmente un carattere occasionale e, se necessario, possono invitare persone esterne per questioni particolari. Art. 12  -  Il Segretario Il Segretario del CPP viene nominato dal Presidente.   Egli ha il compito di curare quanto serve alla convocazione delle assemblee e di stendere il verbale delle riunioni.

Art. 13  -  Convocazioni Le riunioni in sessione ordinaria del CPP non possono essere inferiori a tre nell’arco dell’anno. Il CPP può essere convocato in sessione straordinaria ogniqualvolta il Presidente lo ritenga opportuno o lo chieda un terzo dei membri. In ogni caso la convocazione e l’ordine del giorno devono essere comunicati almeno cinque giorni prima della sessione a mezzo lettera. Le sedute sono valide se almeno la metà più uno degli aventi diritto è presente. Per argomenti specifici, alle riunioni del CPP possono essere invitati, senza diritto di voto, esperti o consulenti.

Art. 14  -  Durata Il Consiglio Pastorale Parrocchiale dura in carica tre anni.  I Consiglieri possono essere rieletti per un solo mandato. I Consiglieri che durante il mandato rinunciano, o sono impossibilitati a continuare o comunque decadono dall’incarico per tre assenze consecutive non giustificate, vengono sostituiti dai primi candidati non eletti. Il Parroco, qualora ne ravvisi la necessità, può sciogliere il CPP e ricostituirlo entro un anno. Il CPP decade in caso di sede vacante. Il presente Statuto, elaborato sulla base dello Statuto approvato e promulgato dal Vescovo di Tivoli, mons. Giovanni Paolo Benotto il 2 febbraio 2007, viene approvato per la parrocchia di San Michele Arcangelo dal Consiglio Pastorale Parrocchiale nella seduta dell’8 giugno 2007.

 

Introduzione

L’attuale parrocchia di S. Michele Arcangelo nella chiesa del “Gesù” al quartiere Empolitano, affonda le sue radici nella storia di tre importanti chiese tiburtine:
la chiesa di S. Michele a Piazza Palatina
la chiesa del SS. Salvatore (demolita nel 1708 e che sorgeva tra il Palazzo comunale, Via I. Missoni e Via del Governo)
la chiesa di S. Sinforosa e Figli Martiri detta “il Gesù” perché retta fin dalla sua fondazione dai Padri Gesuiti, che avevano nelle vicinanze il loro Collegio.

1.1 – La Chiesa di S. Michele Arcangelo a Piazza Palatina.

La vecchia chiesa di S. Michele Arcangelo, risalente al XII sec., alternando periodi di attiva vitalità, a periodi di temporaneo decadimento, mantenne la sua funzione di parrocchia fino a circa il 1920, quando passò la sua giurisdizione alla più recente chiesa di S. Sinforosa.


Chiesa di S. Michele Arcangelo a Piazza Palatina e Campanile

Fin dal tempo di San Gregorio Magno, il culto all’Arcangelo Michele era molto diffuso tra i paesi della diocesi, che legavano la fine della terribile pestilenza del 590, al racconto leggendario dell’apparizione  dell’angelo sopra la Mole Adriana di Roma nell’atto di riporre nel fodero la spada della punizione divina.
Così la vecchia chiesa di S. Michele, ubicata nel cuore di Tivoli, divenne il centro propulsore di questo culto nella città.
Il piccolo edificio e l’annesso campanile conservano ancora oggi l’originario aspetto medievale, mentre l’interno è stato completamente rinnovato nel corso del Settecento.
La facciata, a capanna, ha un portale centrale con timpano su cui era affrescato l’Arcangelo Michele, probabilmente nell’atto di cacciare Lucifero dal Paradiso. Attualmente si riconoscono soltanto le ali dell’Arcangelo.1
All’interno, tra le molte decorazioni pittoriche, faceva bella mostra di sé, sull’altare maggiore, una tela a olio raffigurante S. Michele Arcangelo in vesti militari, con corazza, cingolo, elmo piumato e calzari, nell’atto di trafiggere Satana.   Il quadro era ritenuto opera di Vincenzo Manenti, al quale si attribuiscono anche il quadro di S. Stefano in Cattedrale e quello di S. Francesco Saverio al Gesù.
L’edificio è stato sconsacrato negli anni immediatamente successivi la seconda guerra mondiale, diventando proprietà del Comune di Tivoli.

 

 

1.2 – La Chiesa del SS. Salvatore

L’antica chiesa del SS. Salvatore svolse la sua missione tra il X e il XV sec.
Non si sa molto sulle sue origini.   Per certo si dà la profonda fiducia che il popolo tiburtino riponeva nella protezione del Salvatore, come attestano le numerose edicole collocate nei punti strategici per la difesa cittadina (al Ponte degli Arci, alla Leonina, al Ponte Lucano, al Ponte dell’Acquoria, al “Salvatore de lu reposu” sotto Monte Catillo).
E certamente anche nella chiesa doveva esserci un’immagine del Salvatore più antica di quella del celebre Trittico del XII sec. conservato in Cattedrale2.


Resti della Chiesa del SS. Salvatore “in Arcu”.

Il periodo più fiorente di questa chiesa fu quindi a cavallo dell’anno mille; poi con il dilatarsi della città verso sud, la sua importanza diminuì.
Il 20 luglio 1554, passando ai Gesuiti, cessò di essere parrocchia.
Il 28 luglio 1556 moriva il benefattore don Lorenzo Virili che lasciava alla Chiesa un bel
Crocifisso di legno alto più di due metri e che trovò posto sopra l’altare maggiore.3
Dopo la costruzione della nuova chiesa intitolata a S. Sinforosa e Figli Martiri, la Chiesa del SS. Salvatore mutò il nome in quello di S. Getulio fino al 1708, anno in cui fu demolita e il terreno su cui sorgeva fu incorporato al giardino del Collegio.

 

 

 1.3 – La Chiesa di S. Sinforosa e Figli detta “Chiesa del Gesù”.

I lavori di costruzione della chiesa di S. Sinforosa iniziarono, su progetto dell’architetto Giacomo Della Porta,  l’8 luglio 1582 e l’edificio venne consacrato a luogo di culto il 18 luglio 1587. 4
La nuova chiesa, che presto fu chiamata dal popolo tiburtino “il Gesù” per la vicinanza all’omonimo Collegio retto dai gesuiti5, era estremamente semplice nelle linee, ma non per questo priva di maestosità ed eleganza.


Facciata dell’antica Chiesa di S. Sinforosa detta “del Gesù”.

L’abside  era decorato con affreschi  attribuiti, secondo qualche critico, al gesuita p. Giovanni Battista  Pozzi (1561 – 1589)6, secondo altri a Federico Zuccari (1540-1609) che allora era impegnato presso la Villa d’Este di Tivoli.   Tali affreschi avevano per soggetto la “Gloria del Paradiso”, mentre  sui muri laterali  c’erano episodi del martirio di S. Sinforosa, dei Figli, di S. Getulio e Compagni Martiri.
Un restauro maldestro operato un secolo dopo, danneggiò irreparabilmente le pitture.
L’altare maggiore aveva avuto all’inizio il grande Crocifisso ligneo cinquecentesco, donato alla chiesa del SS. Salvatore da Lorenzo Virili.  Nel 1700 tale Crocifisso, restaurato e ridipinto, fu trasferito nella “Cappella del Crocifisso”, nel piccolo vano d’angolo a fianco del presbiterio.


Chiesa di S. Sinforosa –  l’altare maggiore

Nel 1708 il pittore tiburtino Francesco Serbucci donò alla chiesa un quadro raffigurante S. Sinforosa intenta ad incoraggiare i Figli nell’affrontare il martirio; la tela fu posta sull’altare maggiore dove rimase per due secoli.   Fu sostituita prima del 1944 da un quadro di stessa ispirazione, eseguito dal pittore Gino Piccioni, oriundo di Foligno, ma residente a Tivoli.7


Chiesa di S. Sinforosa – dipinto realizzato da Gino Piccioni, rappresentante S. Sinforosa e  Figli

Tra le varie cappelle laterali merita un cenno particolare l’ultima sul lato sinistro, quella dedicata alla Madonna, detta anche “della Madonna della Neve”.   In tale cappella, rivestita nel 1734 di marmi pregiati su disegno di Luigi Vanvitelli, era esposto il quadro donato da S. Francesco Borgia, copia perfetta della Madonna “Salus populi Romani”, ritenuta dipinta da S. Luca e conservata nella Basilica di S. Maria Maggiore a Roma.8


Chiesa di S. Sinforosa – Cappella della Madonna  (L. Vanvitelli)

Inaugurata esattamente 1450 anni dopo il martirio della Santa, la chiesa di S. Sinforosa divenne un forte centro d’irradiazione del culto dei Martiri Tiburtini.
Moltissime erano le reliquie che qui si conservavano, per lo più appartenenti a S. Sinforosa, ai Figli, al marito di lei Getulio e a altri parenti e compagni martiri ricordati dalla tradizione.
Le reliquie di S. Sinforosa, consistenti in ossa del capo, capelli, grumi di sangue e lenzuolo funebre, sono tuttora conservate nel busto argenteo, dono di Bernardino Lolli nel 1704; frammenti di legno del patibolo cui la Martire fu appesa, sono raccolti in una teca a forma di croce che scende dal collo sul busto stesso.


Busto argenteo di S. Sinforosa – Arte Barocca (1704)

Grande era la devozione del popolo tiburtino che, come ci racconta G. C. Crocchiante,9 era solito festeggiare “con pompa e musica”, S. Sinforosa e Figli Martiri il 18 luglio. Tale festa era aperta dalla processione cittadina del 17 sera, nella quale, ad accompagnare il busto argenteo della Santa, posto sulla maestosa Macchina dorata, intervenivano tutti i Religiosi della città, il Magistrato con l’usuale  tributo di “due torce” 10, ed il Capitolo.
Il Busto rimaneva poi esposto  in Chiesa per otto giorni; l’ottavo giorno si mostravano le Reliquie tra lodi, musica e canti.
L’attività dei Padri Gesuiti nella chiesa di S. Sinforosa, continuò, con la sola interruzione del periodo napoleonico, fino al 1895.
Sappiamo che nel XX sec. la Parrocchia era amministrata da clero secolare.
Intorno al 1920, don Antonio De Angelis, parroco di S. Michele Arcangelo in Piazza Palatina, fu nominato parroco di S. Sinforosa, dopo che la giurisdizione della sua precedente parrocchia era passata alla chiesa “del Gesù”.

La bella chiesa di S. Sinforosa, ricca di storia, di marmi pregiati e tesori artistici di grande valore, fu purtroppo distrutta in pochi minuti dai bombardamenti la mattina del 26 maggio 1944.


La chiesa di S. Sinforosa dopo i bombardamenti.

Testimone di quel tragico momento fu l’allora parroco, Mons. Giovanni Troiani11, che raccontò, qualche anno più tardi a don Iliano Tancredi12:
“Ne uscii vivo per miracolo! Non riuscii a salvare nulla…mi restò la sola tonaca che avevo indosso!”
Pur duramente provato, don Giovanni iniziò subito, con instancabile tenacia e perseveranza, a cercare una nuova sede alla sua Parrocchia, Parrocchia che fu temporaneamente unita a quella di S. Vincenzo, nella Chiesa di S. Andrea.
Ci vollero però anni perché il luogo e le rovine della vecchia chiesa, lasciati all’abbandono, fossero ceduti al Comune che in cambio garantì un terreno per la costruzione di una nuova chiesa nel quartiere Empolitano.

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